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    MGFF 21: Riassunto dell’ottava giornata del festival

    Si avvia verso la conclusione l’edizione numero 18 del Magna Grecia Film Festival di Gianvito Casadonte. Un penultimo appuntamento cinematografico con la Calabria e la città di Catanzaro, che ha saputo abbracciare l’interesse di molti che hanno seguito la kermesse attraverso le dirette web e facendone comunque sentire la vicinanza e l’affetto.

    Tanti gli artisti si sono susseguiti sul palco dell’area Porto e altri che hanno preso parte alle iniziative sviluppate per la prima volta sulle altre due location, del Supercinema di Catanzaro e del Complesso Monumentale San Giovanni anch’esso sito nel centro storico della città capoluogo di regione. Tra tutti, lo sceneggiatore e produttore cinematografico nonché premio oscar Paul Haggis che ha ribattezzato le masterclass delle quali anche lui ne è stato un protagonista: “appointments in conversation”.

    MGFF: solidarietà, prevenzione, informazione

    Caratteristica dell’ottavo appuntamento, la volontà di portare avanti in modo molto più incisivo e sostanziale il tema della solidarietà.

    Dalla vicinanza alle difficoltà dei diportisti del quartiere marinaro, alla raccolta fondi per sostenere la realizzazione della Casa Paese in quel di Cicala e che vede impegnati in prima linea la presidente dell’associazione Ra.gi. Elena Sodano.

    Dall’importanza della vaccinazione e dei numeri raggiunti in Calabria portati a conoscenza del pubblico del Mgff dal dirigente generale del Dipartimento di Protezione Civile regionale Fortunato Varone (oggi la Calabria ha raggiunto il target dell’80% delle somministrazioni con 2.100.000 prime dosi e 1.000.000 di seconde dosi) e la presenza dei massimi esponenti sanitari calabresi per la lotta contro i tumori.

    Tema quest’ultimo, approfondito poi sul palco assieme agli autori ed esponenti nazionali del settore sanitario, Giordano Beretta, Francesco Cognetti e Mauro Boldrini.

    La collaborazione tra MGFF e GIFFONI

    Gianvito Casadonte e Jacopo Gubitosi sul palco di MGFF 2021

    Tra i tanti progetti in itinere e le collaborazione cinematografiche per valorizzare capacità, idee e progetti locali, anche la collaborazione tra il Festival calabrese e quello di Giffoni.

    A darne testimonianza di ciò che a breve dovrebbe essere realtà, la presenza di Jacopo Gubitosi manager del Festival di Giffoni. Primo festival in Italia quest’ultimo, seguito a livello ministeriale proprio dal Magna Grecia Film Festival di Gianvito e Alessandro Casadonte che nella graduatoria tricolore si posizione, appunto, al secondo posto, si sono incontrati e ritrovati su tanti elementi e concetti comuni tra i quali, quelli di dare nuova linfa al settore.

    Mettere in campo le migliori competenze, fare camminare le idee, aiutare il territorio a crescere. Questo l’obiettivo principe del nascente rapporto reso interessante anche dal punto di vista delle ricadute economiche e sociali su tutto l’indotto. Non si dimentichi, infatti, che il lavoro del Giffoni nel tempo ha portato a far si che oggi ci si può vantare di:

    • un marchio garantito
    • oltre 40mila presenze al giorno
    • 220 direttori in presenza
    • migliaia di giovani registi e attori
    • incalcolabili competenze in campo e di centinaia di bandi ai quali si partecipa.

    Numeri reali e che sono dunque di buon auspicio per quel progetto che in Calabria dovrebbe vedere la luce a settembre prossimo con la firma di un protocollo d’intesa tra i due Festival.

    Presentato il docu-film: Donne di Calabria

    A presentare il lavoro della Film Commission, avviato assieme alla società di produzione Anele e realizzato interamente in terra di Calabria su idea della presidente di regione prematuramente scomparsa, Jole Santelli, lo stesso Gianvito Casadonte.

    “Donne di Calabria” il titolo dato al progetto improntato sulla forza, la determinazione, il coraggio e il lavoro delle figlie di Calabria, e che ha visto impegnati solo registi, sceneggiatori e maestranze calabresi.

    Un docu-film che bene racconta le realtà e il valore di questa regione, prodotto da Gloria Giorgianni con Emma Di Loreto, e il cui backstage curato da Salvatore Chiarella è stato proiettato alla presenza del direttore dell’audiovisivo, Franco Schipano e del Project manager della Fondazione, Giampaolo Calabrese.

    La conferenza stampa

    Quattro gli incontri tenuti dai registi delle opere in concorso che si sono raccontati sollecitati dalle domande del giornalista e critico del cinema Antonio Capellupo.

    Ad aprire la conversazione, Jacopo Gubitosi, il giovanissimo manager del Festival di Giffoni attualmente impegnato nelle collaborazioni con i vari festival sparsi sul territorio con la speranza si possa presto addivenire ad una sorta di reunion per continuare ad alimentare e fare crescere un settore che ha recentemente conosciuto la crisi per via di una pandemia insistente, ha vissuto il cambiamento tra nuovi e vecchi linguaggi così come l’uso di nuove e vecchie tecniche. Un settore in continuo movimento che però resta bene ancorato alla autorevolezza delle buone idee, dal senso critico e dal sapersi confrontare.

    Entrando nel vivo della kermesse e dei registi in prima linea, l’incontro è proseguito con la conversazione dei giovani autori di “In prima linea” Mattia Balsamo e Francesco Del Grosso.

    Un film che racconta le cicatrici della guerra sotto un occhio diverso. Non quello meccanico dell’obiettivo, ma dell’umano. Quello della paura e dei sentimenti dei fotografi e fotoreporter di guerra per i quali il problema non è necessariamente quello di cercare lo scatto migliore, ma di ritornare loro stessi vivi a casa.

    Tredici i fotoreporter di guerra contattati dai due registi, e migliaia le immagini che raccontano porzioni intere di storia reale. Scatti, racconti intimi e aneddoti che richiamano l’attenzione anche sulla problematica tra la pellicola e il digitale con il materiale prodotto in camere oscure e custodito attraverso valigette blindate prima, al contrario, immediatamente disponibile sulla rete oggi. Aspetto questo, che in qualche modo “aumenta lo sciacallaggio dell’immagine e la pornografia della violenza”.

    Terzo incontro con “il destino che cambia la destinazione”, quello con Alice Filippi, Gaja Masciale e Jozef Gjura protagonisti del film “Sul più bello”, sviluppata dall’omonimo romanzo di Eleonora Gaggero.

    “Una storia che si cala nell’animo umano e che cerca di abbattere i canoni del genere e lo fa attraverso l’ironia, la spontaneità, la fragilità della malattia e l’amicizia, si pone l’obiettivo di trasmettere al grande pubblico emozioni e valori forti”

    Alice Filippi

    Quarto e ultimo appuntamento con Alessandro Grande, regista e sceneggiatore catanzarese, premiato a Los Angeles nel corso del festival “Cinema Italian Style” per la proiezione di “Bismillah”. Dopo una serie di corti, debutta al Magna Grecia Film Festival con il suo primo lungometraggio, un romanzo familiare interamente girato nella sua regione ricca di luoghi stupendi, colori e profumi intensi.

    S’intitola “Regina” e a presentarlo prima in conferenza stampa e poi sul palco, sono Alessandro Grande assieme ai due attori del cast, Ginevra Francesconi e Francesco Montanari.

    Masterclass di Paul Haggis

    Paul Haggis durante la masterclass al MGFF 21

    Seguita con grande attenzione e arricchita da interessanti domande che ne hanno rallegrato il protagonista della serata, è stata la masterclass tenuta dal premio oscar nonché sceneggiatore e produttore cinematografico Paul Haggis.

    L’incontro-conversazione con la giornalista Silvia Bizio ha ispirato l’idea nel regista di ribattezzare gli incontri studio con il termine “in conversation”.

    Il regista canadese indipendente si è raccontato come persona e come uomo del cinema. Ha parlato dei numerosi progetti che lo hanno visto in passato guardare con occhio amico l’Italia così come il desiderio di poterlo presto rifare, ma soprattutto dell’importanza di non spegnere mai i riflettori sulle problematiche sociali.

    “ho capito che i film sanno parlare e arrivare meglio al cuore delle persone”.

    Paul Haggis

    Non si è risparmiato nel considerare la sala cinematografica “morente” e “sull’antidoto Covid”.

    “Il cinema sta morendo, ma l’emergenza Covid, secondo il mio parere, lo sta aiutando a venirne fuori. In questo momento difficile, il dramma diventa più drammatico, la commedia più commedia; il gioco più piacevole. Questo perché aumenta nelle famiglie la condivisione nel vedere e commentare assieme qualcosa. Nel discuterne e nel confrontarsi magari mettendo in campo pareri differenti”.

    Paul Haggis

    Magna Graecia Award

    Paul Huggis riceve la Colonna d’oro del Maestro orafo Michele Affidato per la seguente motivazione:

    “Per essere un registra e produttore di straordinario talento. Attraverso il suo cinema ha scavato nel profondo dei rapporti umani e delle più complesse questioni sociali portando sullo schermo, storie capaci di imprimersi per sempre nelle mente e nei cuori dei telespettatori”.

    Alla colonna d’oro è seguito l’omaggio del mastro Vigliaturo consegnata da Tommaso Megna. Riconoscimenti alla carriera e targhe di ringraziamento per l’impegno sociale e la presenza umana e professionale spesa a salvaguardia della salute dei sofferenti, sono invece andati a luminari della lotta al cancro.

    Gianvito Casadonte e la conduttrice Carolina Di Domenico hanno voluto esprimere pubblicamente il loro ringraziamento per l’impegno, chiamando sul palco Pierfrancesco Tassoni, ordinario di Oncologia medica e direttore della Scuola di specializzazione all’Università Magna Grecia di Catanzaro; il presidente della Fondazione Insieme contro il cancro, Francesco Cognetti e il direttore della comunicazione degli oncologi italiani, Mauro Boldrini.

    Assente ma citato per il suo grande impegno sociale, il presidente dell’Associazione italiana di oncologia medica, Giordano Beretta. Elogi poi all’Associazione Pancrazio per la realizzazione del corto “Tu come me” ispirato alla storia vera di Giacomo Perini.

    Concorso opere prime e seconde internazionali: “Obama dream” di Francesco Paravati

    Maria Rita Galati e Francesco Paravati al Supercinema

    Proiezioni e dibatti hanno condotto centinaia di attori, documentaristi, sceneggiatori e registi di spessore a visitare Catanzaro.

    Per l’ultima giornata in concorso, al Supercinema di Catanzaro è stato proiettato il lavoro del giornalista catanzarese, Francesco Paravati. Un documentario improntato antropologico il suo, dal titolo “Obama Dream”, attraverso il quale l’autore si è voluto soffermare sulla vita, sul lavoro e sul percorso politico che negli Stati Uniti ha portato all’elezione del primo presidente nero della storia.

    Concorso Documentari: “Rughe” di Maurizio Paparazzo e “In prima linea” di Matteo Balsamo e Francesco Del Grosso

    Maurizio Paparazzo (a dx) durante il dibattito su “Rughe” con Raffaele del Monaco (a sx)

    Due invece gli appuntamenti ospitati presso il chiostro cittadino. Il corto “Rughe” di Maurizio Paparazzo, intervistato da Raffaele Del Monaco, che ha svelato le difficoltà ma soprattutto l’orgoglio di girare un film nella sua terra, Santa Caterina dello Jonio.

    Ha lanciato messaggi e moniti di speranza attraverso il racconto di storie vere qual è, nel suo caso, lo spopolamento dei borghi e la chiusura delle scuole per mancanza di bambini e la forza degli anziani che per evitarne il completo declino, siedono quei banchi e studiano per ottenere la licenza di quinta elementare.

    Francesco Del Grosso e Matteo Balsamo, registi di “In prima linea”

    Messaggi eccezionali e toccanti, che evidenziano anche la doppia faccia di una stessa medaglia, e che vengono evidenziati anche dall’altro documentario in concorso. Il lavoro “In prima linea” di Matteo Balsamo e Francesco Del Grosso che con occhi diversi e meticolosa ricerca, hanno portato sulla scena i fotogrammi reali e più umani delle conseguenze delle guerre. Realtà spesso nascoste ma impresse nella mente, negli occhi e nel corpo di chi è costretto a viverle in prima persona.

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